Baciami Ancora: recensione

Carlo e Giulia hanno avuto una storia difficile. Tradimenti e continue liti li hanno portati alla separazione,
ma sono legati a doppio filo dalla figlia Sveva.
Giulia si è ricostruita una vita col suo nuovo compagno, mentre Carlo vive di scappatelle e di poco altro.
Marco non riesce ad avere un figlio con sua moglie, Alberto è cresciuto senza mai avere una relazione seria,

Livia si prende cura del suo piccolo Matteo, Paolo invece ha bisogno sempre di avere una dipendenza.
Dopo dieci anni Adriano, il padre di Matteo, torna a casa. Gli amici si riuniranno, cresciuti e con alle spalle un grosso bagaglio di esperienza.
Baciami Ancora è il sequel del grande successo L’Ultimo Bacio, quando Gabriele Muccino  riportò migliaia di italiani al cinema diventando il “regista dei trentenni”,
non più giovani ma non ancora adulti, con moltissimi problemi ai quali far fronte.
Il salto temporale è notevole. Muccino ci mostra l’evoluzione dei suoi personaggi, affrontando le loro storie d’amore, i loro problemi che, ancora, irrimediabilmente,
li affliggono in una vita che non riesce a dare sempre le risposte volute. Baciami Ancora risulta però debole, quasi svuotato dall’intensità che si notava in L’Ultimo Bacio.
La narrazione è fiacca e Muccino, nonostante la sua esperienza hollywoodiana, non riesce più ad abbracciare il pubblico italiano con le sue pennellate fatte di verità dolorose, crisi di mezza età e sindromi di Peter Pan. 
 
 
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