Bangkok Dangerous: recensione

I fratelli Pang tornano a dirigere, dieci anni dopo, il remake del loro Bangkok Dangerous.
Questa volta il tutto accade sotto la bandiera a stelle e strisce hollywoodiana.

Quando uscì, in versione originale, ovvero tailandese, Bangkok Dangerous fu un caso cinematografico.
Colpì per le sue scene e per il suo plot, ma il remake con tanto di Nicolas Cage

come bellone del caso non convince per niente. La sua rivisitazione non convince.
I due registi cambiano le carte in tavola. Se prima il protagonista era il muto Kong, ora lo diventa Fon, Joe diventa un killer immigrato in cerca della sua ultima vittima.
Il tutto viene mescolato in salsa noir, con ripetizioni di scene storiche del primo film, senza però più quel potenziale evocativo che paradossalmente conteneva di più l’originale che non questo remake.

Una caduta di stile per i fratelli Pang, che probabilmente sono scesi ai multimilionari compromessi degli Studios.

 

 
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