Cinema di fantascienza: “Alien” di Ridley Scott

Una colonia di umani manda  SOS alla terra da un altro pianeta. L’astronave Nostromo si precipita in aiuto ma nel corso della ricognizione del territorio vengono attaccati da uno strano essere.
Subito ci si rende conto che non vi sono più essere umani sul pianeta: sono stati tutti sterminati da una razza aliena.

Ridley Scott, regista di “Alien”, film datato 1979, prende spunto dai grandi classici del passato, come “L’invasione degli ultracorpi di Siegel”, per questa pellicola di fantascienza.
Alienè però diventato qualcosa di più di un classico “sugli alieni”. “Alien” è divenuto una icona del genere – e non solo cinematografica. È la malvagità quella rappresentata da Scott, impersonata dalle creature aliene, e lo sgomento negli occhi di Sigourney Weaver, eletta a paladina dell’umanità. L’unico obiettivo degli “alieni” è sopravvivere e riprodursi, e sono estremamente letali.
In “Alien” dunque la battaglia tra umani ed alieni ha un significato particolare. Le creature aliene infatti si impadroniscono del corpo degli umani, plasmandolo  e fino a diventare un nuovo alieno. Un passo in avanti rispetto a  “La cosa” di John Carpenter (del 1982). È una lotta quasi senza storia, gli umani sono impreparati e vittime, e l’angoscia trasmessa dal film è notevole.

L’unica via di salvezza per l’umano è la fuga. 

 

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