Probabilmente The Hurt Locker e il successo nell’ultima edizione degli Oscar americani hanno lasciato il segno e ora si cominciano a vedere gli ‘emuli’.
Esce nelle sale italiane Green Zone, nuova pellicola firmata da Paul Greengrass, divenuto famoso grazie alla saga cinematografica di Jason Bourne.
scritto dal giornalista Rajiv Chandrasekaran, e nel cast si annoverano Greg Kinnear, Amy Ryan, Jason Isaacs oltre che, naturalmente,
il protagonista assoluto Matt Damon attorno al quale ruota l’intera vicenda. Praticamente snobbato e relegato ad un ruolo di secondo piano dagli americani (il film è costato 100 milioni di dollari e ne ha incassati solamente 30 nella sua programmazione statunitense)
Green Zone ci riprova in Italia e incassa da subito un ottimo risultato, raggiungendo i 175mila euro nella sua prima giornata in sala (venerdì 9 aprile) e superando addirittura L’Uomo Nell’Ombra di Roman Polanski, che aveva dalla sua anche il 50% di sale in più.
Andiamo a fondo nella trama. La vicenda è ambientata nel 2003, durante il primo anno dell’occupazione militare americana sul territorio iracheno. L’ufficiale Roy Miller (interpretato da Matt Damon) ha il compito,
assieme alla sua squadra di soldati, di rintracciare e scovare le armi di distruzione di massa che si pensa siano nascoste nel deserto e che hanno costituito la miccia determinante per far scoppiare questa guerra, la più odiata dagli americani dopo il Vietnam.
In realtà Miller quelle armi non le troverà mai e si ritroverà protagonista di missioni losche e illegali organizzate dai servizi segreti statunitensi che lo porteranno definitivamente su altre strade. Non un film di guerra come siamo stati da sempre abituati a vedere sul grande schermo, bensì la testimonianza di un cinema che conferisce sempre maggiore importanza all’aspetto umano.
Come per The Hurt Locker, anche in Green Zone la guerra è solamente il doveroso sfondo di una vicenda umana, il contorno di una vicenda che non ha la sua totale spiegazione esclusivamente nella praticità delle azioni militari. Esiste una psicologia dietro ad ogni persona, civile o militare che sia.
Ed è qui che il talentuoso regista Paul Greengrass vuole scavare. Un misto perfetto tra finzione e realtà in cui si intrecciano domande e conflitti interiori di una persona che si trova immischiato in una verità che immaginava totalmente diversa.
Ottimo Matt Damon che si conferma essere poliedrico e duttile per quanto riguarda i ruoli a lui assegnati, da eroe nella saga di Jason Bourne a delinquente da commedia per la trilogia di Ocean’s fino ad arrivare a essere ufficiale dei marines americani in questo Green Zone.
Peccato che la popolazione americana abbia disertato in massa le sale cinematografiche in occasione della programmazione del film. Forse ne hanno abbastanza anche loro di questa guerra che molti giudicano inutile nonché dannosa per le casse governative, specialmente in questo periodo di crisi economica.
Da critici super partes non possiamo che invitarvi a spendere due ore del vostro tempo per questo thriller adrenalinico, in cui non manca certamente e che non sa cosa sia la noia. Sarete incollati alla poltrona. Nel caso non fossimo riusciti ad incuriosirvi talmente da andarlo a vedere questa sera stessa, vi invitiamo ad assaggiare il trailer italiano di Green Zone, così tanto per farvi rendere conto di ciò cui vi troverete di fronte.




































