Non leggo racconti di Howard Phillips Lovecraft dai tempi del liceo.
E ancora oggi, con tanti anni di letture di ogni genere alle spalle, posso rendermi conto di quanto il maestro di Providence sia stato inarrivabile nel suo genere.
Che è quello horror, è vero, ma anche fantasy e thriller a tinte gotiche.
prossimo lavoro di Guillermo Del Toro tratto dall’omonimo romanzo di H.P. Lovecraft.
Avemmo notizia di questo film un paio di settimane fa: At The Mountains Of Madness (in Italia il romanzo si intitola Le Montagne Della Follia) sarà girato in 3D, a produrlo è James Cameron e lo script è stato firmato dallo stesso Del Toro e da Matthew Robbins.
Robbins sta scrivendo con Del Toro anche la sceneggiatura dell’horror Don’t Be Afraid Of the Dark, in passato ha lavorato per Steven Spielberg (The Sugarland Express e Incontri Ravvicinati Del Terzo Tipo), dell’ultima stagione cinematografica ha firmato invece il film Il Concerto.
L’occhiata alla sceneggiatura di At The Mountains Of Darkness è stata data da un “vero esperto di Lovecraft” il quale, per farla breve, è letteralmente entusiasta di quanto ha letto.
Il film sarà ricco di azione e di momenti terrificanti, e non si risparmierà di portare su schermo le terribili creature descritte nelle pagine di Lovecraft. Addirittura nella recensione si legge che “At The Mountains Of Madness sarà un incrocio tra Hellboy 2 e La Cosa di John Carpenter”.
Hellboy 2- Golden Army, a mio modesto giudizio un capolavoro, ci regalava scene di azione e grandi ricostruzioni di creature mitologiche che intasavano lo schermo dandosene di santa ragione.
Mentre La Cosa di John Carpenter si ricollega direttamente alla trama partorita dalla mente di Lovecraft, dove una spedizione in Antartide si imbatte in una antica civiltà non antropomorfa che fa fuori i membri della troupe di scienziati, l’unico superstite però racconta di come quella stessa popolazione fosse in lotta con una terribile creatura che abita le montagne.
Dalla sceneggiatura del film si capisce molto bene come le creature terrificanti richiederanno una massiccia dose di computer grafica, e che l’intera storia sia stata costruita “per regalarvi un mix di adrenalina e terrore”.
Con queste premesse non resta che ringraziare Guillermo Del Toro per la passione con la quale sta lavorando sul cinema horror di prossima generazione. Lovecraft e il cinema non sono mai andati particolarmente d’accordo (vi consiglio però di recuperare il b-movie Re-Animator del 1985 diretto da Stuart Gordon!),
siamo sicuri che il talento di Del Toro e le magie delle grosse produzioni riusciranno a rendere un dignitoso omaggio al maestro della letteratura dell’orrore dello scorso secolo. Ricordo ancora oggi la descrizione del mostro delle montagne che Lovecraft fa nelle ultime pagine del romanzo: era qualcosa di veramente terrificante, ragazzi. Personalmente mi sto già leccando i baffi. E voi?



































