Il demone di Paranormal Activity è made in Japan

Un fenomeno da baraccone allestito ad arte da alcuni geniacci del genere horror e del box office world wide. Con queste parole si può definire Paranormal Activity, film amatoriale dagli incassi stratosferici in Italia.
In questo post cercheremo di capire i motivi del suo successo. Paranormal Activity, prima di tutto, è stato ideato sull’onda del cinema horror giapponese, che a ridosso del 2005 (quando Paranormal Activity era ancora in fase di studio) riscuoteva un grande successo nel mondo grazie alle saghe di The Ring e Ju-On (se, a proposito, volete veramente terrificarvi con qualcosa di forte, guardatevi quest’ultimo).

Il demone di Paranormal Activity si presenta così come una entità negativa che infesta la casa, esattamente come i fantasmi vengono concepiti nella cultura giapponese.
Nel corso del film però lo si scopre essere un demone che vuole impossessarsi di un corpo umano, come da tradizione del film L’Esorcista. Un mix di topoi orrorifici che spaziano dal Giappone all’Europa passando per l’America di periferia, messi insieme con il linguaggio visivo di Youtube ed il vivavoce di pubblico alla Blair Witch Project: il contesto di Paranormal Activity non può che essere vincente, garbato, globale.
Voi che idea vi siete fatta del demone che si impossessa del corpo di Kate? Oran Peli ci dà soltanto due indizi: il demone di Paranormal Activity è alto come una porta (come potete vedere nell’inquietante screenshot che segue, dove si vede l’ombra uscire dalla stanza),
il demone di Paranormal Activity ha delle zampacce a tre dita simili a quelle di un grosso volatile (come si vedono dalle impronte lasciate sul borotalco), il demone di Paranormal Activity grugnisce come un orco. E non ha logica: il nonsense della sua attività non si lascia catturare dalle tecnologie umane, perché il demone non è umano, non appartiene a questo mondo.
Accende le luci delle stanze, gioca con le porte, sposta gli oggetti, aspetta tutti i giorni che vuole prima di rifarsi vivo. Giochiamo un po’ con la fantasia: noi lo immaginiamo alto e magro, con un volto deforme e demoniaco come quelli visti nella tradizione pittorica del Medioevo, dei grossi artigli al posto delle mani. Senza coda, senza corna, di carnagione rossa ed una dentatura alla Pennywise (il clown di IT). Continuiamo così o è abbastanza?
 


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