Il Figlio più Piccolo: recensione

E’ uscito ieri nelle sale cinematografiche italiane Il Figlio più Piccolo, nuovo lavoro del maestro Pupi Avati.
Distribuito da Medusa, il film racconta la storia di Luciano Baietti, un imprenditore per cui carriera  e denaro contano più di affetti e vita quotidiana.
Fuggito con un contabile il giorno in cui sposa la madre dei suoi due figli, Luciano Baietti si troverà in breve tempo ad essere frontman di un impero, la Baietti Enterprise e con una nuova donna potente e ricca al suo fianco.

Alla vigilia delle nuove nozze, l’imprenditore chiamerà la prima moglie, ancora innamorata dell’uomo che le ha portato via tutto e proporrà al figlio più piccolo Baldo, studente al dams e irrinunciabile sognatore, di essere il suo testimone di nozze nonché dirigente della sua azienda.
Il Figlio più Piccolo chiude la trilogia di Pupi Avati dedicata ai padri (La cena per farli conoscere, Il Papà di Giovanna) e lo fa con il solito tocco elegante e profondo, riuscendo tra le altre cose a sdoganare dalla commedia un attore come Christian De Sica.
Parlando di cast, ad affiancare Christian De Sica, finalmente in un ruolo drammatico, Laura Morante, Luca Zingaretti, Nicola Nocella e Sydne Rome.

Il Figlio più Piccolo: recensione


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