Il titolo sembra quello di un racconto per bambini, ma in realtà rappresenta una pellicola davvero valida nell’immenso panorama del cinema ‘commerciale’ e ‘di consumo’ al quale siamo abituati al giorno d’oggi.
Il Piccolo Nicolas E I Suoi Genitori ci pone di fronte forse al primo problema esistenziale di un bambino di otto anni. Nella sua vita felice fatta di giochi e spensieratezza,
Entra quindi l’aspetto psicologico devastato di un bambino che teme che la sua famiglia incominci, da un giorno all’altro, a non volergli più bene.
La sindrome dell’abbandono forse è un tema abbandonato nel cinema moderno, ma il regista Laurent Tirard ha la capacità di catapultarci in un altro tempo.
L’ambientazione è quella della Francia degli anni ’50 e sembra quasi ovvio e scontato avere a che fare con certe tematiche quando guardiamo un mondo che (purtroppo ancora per poco) risultava completamente estraneo alla logica della comunicazione globale.
La famiglia è vicina alla propria prole, se ne cura nei minimi aspetti; non c’è criminalità ma solamente i dispetti e le marachelle di un bambino che vive le ansie dei genitori come occasione per la crescita.
Un film di oggi che racconta tempi e circostanze che oggi, invece, non ci sono più. Un piacere, quindi, concedersi un paio d’ore per vederlo.


































