Il Quarto Tipo: l’Italia congelata dalle invasioni aliene

Ha avuto un buon successo anche da noi Il Quarto Tipo,
il nuovo film di Olatunde Osunsanmi che vede Mila Jovovich come protagonista, nelle sale da un paio di weekend.
La sua forza sta nel miscelare bene horror e storia vera, lasciando spiazzato lo spettatore nel capire cosa è reale e cosa è finzione.

La pellicola inizia con un piccolo monologo della Jovovich che dice “Sono un’attrice che interpreta la psicologa Abbey Tyler”.
Una trovata interessante, come non si vedeva da Inside Man di Spike Lee, quando all’inizio del film Cliwe Owen ci spiegava tutto ciò che sarebbe successo.
Il Quarto Tipo va a sfruttare l’onda del successo lanciata da film come The Blair Witch Project, che lasciavano molti dubbi su quello che c’era di reale e quello che c’era di finzione. Successi di film come [Rec] e Paranormal Activity (da oggi nelle nostre sale),
dicono che il prodotto funziona ancora. Il Quarto Tipo però non è girato con telecamera a spalla, le immagini non sono sfocate, non si ha l’idea di essere “dentro” al film.
Tutto è stilisticamente impeccabile, quasi nulli gli effetti speciali, è tutto giocato sulla suggestione e sull’orrorifico.
La trama narra della psicologa Abbey Tyler che ha subito dagli alieni l’omicidio del marito e il rapimento della figlia. Si mischiano immagini di repertorio a quelle di video amatoriali. Insomma tutto è creato perché sembri un film “vero”, basato su fatti oggettivi.
Il prodotto è notevole, ma la finzione non cede il passo al reale. La suggestione è tanta, ma si è sempre dentro una sala cinematografica, con una pellicola progettata a tavolino da esperti del settore. Sul web la Quarto Tipo Mania è esplosa da tempo! 
 
 
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