“Ritornare a Venezia, il mio primo trampolino di lancio, è un grande onore. Si tratta d’un punto di arrivo e di partenza. Non finirò mai di ringraziare Marco Müller per avermi offerto questa occasione”. Si riferisce al film “Il Postino”, Maria Grazia Cucinotta, che per primo la portò al prestigioso festival di Venezia e oggi, al suo secondo giorno da madrina, l’attrice siciliana ha strappato foto e applausi al pubblico in laguna. L’esordio è stato bagnato con un book fotografico pieno di fantasia, dove la Cucinotta, nelle vesti di madrina – sirenetta, s’è concessa in posa tra l’acqua e la sabbia del palcoscenico veneziano.
Una bellezza da diva degna di un entusiasmo che, nei giorni precedenti l’inizio della cerimonia, non era rimasto nascosto: “Premesso che porterò la mia Sicilia a Venezia, che tributa diversi omaggi alla mia isola, a partire dal kolossal di Tornatore, l’unico a diffondere in senso positivo l’immagine di Trinacria nel mondo, credo si debba, innanzitutto, imparare a parlare l’italiano”. Una star ritrovata, che ha già pronto in agenda un impegno nel grande cinema per i prossimi mesi, in un film di produzione italiana e cinese: “Sono stata giurata al Festival di Shanghai e da lì è nata l’idea di una coproduzione tra Italia e Cina, la prima del genere. Ho cominciato a scrivere una commedia romantica, che spero porti un po’ d’Italia in Cina. E un po’ di Cina in Italia”. Per questi giorni il pubblico si accontenta del suo sorriso e della sua bellezza portati in tv, senza lasciare le acque del palcoscenico lagunare. E non è finita: pronto anche un film su Palmiro Togliatti, in chiave di commedia però, perché la politica nel cinema, a quanto pare, non è di gradimento per la madrina di Venezia: “Dopo Venezia, girerò “Un giorno nella vita”, un film sugli ultimi anni di Palmiro Togliatti, ma in chiave di commedia agrodolce. Si tratta d’un film indipendente, girato dal documentarista Giuseppe Papasso e ambientata a Melfi negli anni Sessanta. I veri protagonisti, però, saranno i bambini. E il sogno del cinema. Una specie di “Nuovo Cinema Paradiso”, insomma… Perché il cinema diverte, fa sognare. La politica no”.
( fonti: www.ilgiornale.it )





























