“Santissimo Savonarola, quanto ci piaci a noi! Scusa le volgarità eventuali, come va?”…quale incipit migliore per una lettera di cortesia al re Savonarola, che i malcapitati e divertentissimi Mario e Saverio sono costretti a scrivere per chiedere la grazia di un loro conoscente. Catapultati nel passato anno 1492, i due compagni di viaggio si perdono nel Medio Evo senza trovare possibilità di ritorno al presente. La scena del film “Non ci resta che piangere” viene ricordata, assieme a quella di Totò e Peppino in “Malafemmina”, come uno dei migliori omaggi del cinema italiano alla voluttuosa ed esilarante ignoranza della nostra lingua…
Non ci resta che piangere, lettera a Savonarola
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