Franco Campanella (Sergio Castellitto) è un impiegato delle Poste in pensione;
è molto legato alla famiglia, ma ha il vizio del gioco.
Per pagare il matrimonio della figlia, promette alla moglie di fare economia;
ma, quando la banca gli rifiuta un fido, si tuffa nelle bische del Vomero napoletano affidandosi perfino a camorristi, e finisce coll’indebitarsi per cifre da capogiro.
mentre il tono tragicomico e il grigiore di un ambiente sociale e umano dove la povertà e l’arte di arrangiarsi la fanno da padrone ricordano le grandi commedie di costume.
Se Tris di Donne & Abiti Nuziali non riesce a elevarsi al livello dei suoi modelli è perché dimentica di costruire, attorno al protagonista, dei personaggi altrettanto vivi e credibili.
La storia della caduta di Franco risulta così privata del rilievo plastico che avrebbe potuto assumere se l’ambiente presentato sullo sfondo fosse stato più complesso, indagato nelle sue sfaccettature.
L’interpretazione di Castellitto fa piazza pulita di tutte le tentazioni romantiche: se la storia pare indulgere a suggestioni “maledette”,
tragiche o malinconiche, lui riconduce il personaggio alla sua irredimibile meschinità. Anche la musica di Nicola Piovani pare sospesa fra asciuttezza neorealistica e toni più sognanti.
Ed è come se il film, al pari del suo protagonista, mettesse in tavola molte carte senza mai giocare quella giusta.




































