Presagio Finale – First Snow: recensione

Jimmy gira gli Stati Uniti per cercare juke box da rottamare.
Con la macchina in panne e l’officina chiusa decide di intrattenersi da un indovino della zona. Questi gli dirà il finale di una partita di basket. Indovinerà.
Jimmy allora decide di tornare da lui per chiedergli qualcosa di più, e l’indovino dirà che alla caduta della prima neve la sua vita sarà in pericolo.

Jimmy inizia allora un veloce percorso per cercare di cambiare l’immediato futuro della sua vita. Cercherà di riparare ai torti fatti e di vendicarsi di quelli subiti.
Guy Pearce recita sul filo del rasoio (e non è nuovo a questo genere di recitazioni, vedi Memento). Non si sa se si salverà, non si capisce se si redimerà. I suoi dubbi sono più presenti della imminente morte.
Il regista Mark Fergus è abile nel seguire con la sua macchina da presa gli stati d’animo del protagonista, portando lo spettatore ad emozionarsi, a spaventarsi,
 a condividere. Presagio Finale è il suo primo film, e dobbiamo dire che si tratta di un’ottima opera prima. Esce in Italia a 4 anni di stanza dall’uscita americana. 
 
 
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