Ragazzi Miei: recensione

Esce domani in tutte le sale, Ragazzi Miei,un film di Scott Hicks che vedrà Clive Owen protagonista, affiancato da Emma Booth, Nicholas McAnulty,  Laura Fraser e George MacKay.
Ragazzi Miei, The Boys are Back titolo originale, è prodotto da Walt Disney e racconta la storia di Joe Warr, giornalista sportivo approdato in Australia assieme alla seconda moglie Katy.

Joe ha un figlio, Artie, 6 anni. Quando la mamma verrà a mancare, Joe dovrà occuparsi di Artie e lo fa lasciandogli completamente briglia sciolta.
Le cose iniziano però a complicarsi quando per le vacenze arriva in Australia Henry, primo figlio adolescente di Joe.
Ragazzi Miei ci presenta un Clive Owen molto diverso da come siamo stati abituati a vederlo, ma la sua bravura è indiscutibile.
Il film è in realtà una trasposizione del romanzo autobiografico del giornalista Simon Carr  e Clive Owen, in questo ruolo da padre vedovo e particolare, ci sembra proprio tagliato.
Ragazzi Miei è un film genitoriale, potremo dire. Che indaga sulla diffcoltà di essere padri in quest’epoca e soprattutto esserlo senza il supporto di una donna.
Qual è in sostanza ci si chiede, il modo giusto per crescere un figlio? Dire sempre no? O dire sempre si? Di certo di tratta di un “mestiere” complesso… e questo film cerca di spiegarci qualcosa in più circa il rapporto che si instaura tra un padre e i propri figli (maschi in questo caso) e tenta di darci strumenti per un’analisi lucida e divertente della vita familiare.

Ragazzi Miei: recensione


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