Che fine hanno fatto gli alieni nel cinema americano?
Nel modello cinematografico della minaccia esterna, senza dubbio ha posizione di rilievo la storica figura dell’alieno, minaccia esterna per antonomasia.
Oggi questa figura sembra non esistere più. Partiamo dall’inizio: in questa inchiesta speciale cercheremo di capire i motivi della scomparsa degli alieni nei film contemporanei.
possiamo capire l’importanza della figura dell’alieno nell’immaginario americano prendendo a riferimento l’esemplare caso degli anni Cinquanta – Sessanta.
In quegli anni, il dipartimento statale della Civil Defense Agency incitava le società di produzione letterarie, cinematografiche e radiotelevisive a diffondere l’ideologia della “civil defense”, ovvero la preparazione alle conseguenze di un eventuale attacco di massa da parte di una minaccia comune.

Quest’ultima era, in quegli anni, la minaccia sovietica, la cui detenzione nucleare comportava una vera e propria ondata di paranoia nell’immaginario collettivo americano. Le strategie politiche di sicurezza nazionale avevano allora bisogno di una forma di consenso sociale nei confronti della minaccia sovietico – comunista, ed il cinema dava, in questo senso, un importante contributo alla sua costruzione.
La minaccia doveva infatti costituirsi come avversario necessariamente ideologico, politico e demoniaco insieme, avere le capacità di uno sterminio di massa, e saper sovvertire la quotidianità con l’orizzonte di un suo assedio.
Tra le decine di tanti film, Ultimatum alla Terra (The day the Earth stood still, Robert Wise, 1951), La “Cosa” da un Altro Mondo (The “Thing” from another world, Christian Nyby, 1951), Assalto dallo Spazio (Invisible Invaders, Edward Cahn, 1959), Quando i Mondi si Scontrano (When worlds collide, Rudolph Maté, 1951), L’Invasione degli Ultracorpi (Invasion of the Body Snatcher, Don Siegel, 1956) e Il Villaggio dei Dannati (Village of the damned, Wolf Rilla, 1960), sono particolarmente rappresentativi del processo di instaurazione della minaccia comunista da parte del cinema di fantascienza americano.
In questi film, la quotidianità sociale viene sovvertita dal passaggio di UFO e creature aliene, invasori estranei e diversi dall’uomo in tutto e per tutto. Questi alieni – comunisti vivono pericolosamente tra di noi (Il Villaggio dei Dannati), hanno la capacità di non farsi vedere (Assalto dallo Spazio), possono manipolare il nostro stile di vita con la loro influenza (L’Invasione degli Ultracorpi), comandano con la forza della deterrenza nucleare (Ultimatum alla Terra), infestano i settori dello sviluppo industriale occidentale (La Cosa da un Altro Mondo), hanno la capacità di far estinguere un’intera civiltà (Quando i Mondi si Scontrano).

Il cinema di fantascienza di quegli anni effettuava una durissima repressione nei confronti del nemico comunista, raffigurandolo come minaccia collettiva di origine aliena, antipatica, intollerante, spietata, incomprensibile, barbara, tiranna.
L’esempio degli anni Cinquanta – Sessanta ci è utile per capire in che maniera la figura dell’alieno potesse essere facilmente strumentalizzata dalle strategie narrative di Hollywood, per creare consenso ideologico a fronte di un dibattito politico.
Ebbene, la scomparsa di questa strategia di costruzione del consenso nei confronti del nemico politico è scomparsa, e con essa la strumentalizzazione della figura dell’alieno. L’America di oggi infatti non combatte un “nemico” ben definito come l’Unione Sovietica. Ma combatte nemici anonimi, indefinibili, come la crisi economica, il terrorismo, i malanni ambientali. Cerchiamo di analizzare meglio questo rapporto.

[CONTINUA...]






































