The Ghost Writer – L’Uomo Nell’Ombra: recensione

Roman Polanski torna al cinema con un thriller alla Alfred Hitchcock, senza perdere quindi il buon gusto per il manierismo della macchina da presa e del soggetto da raccontare.
The Ghost Writer – L’Uomo Nell’Ombra esce oggi nelle nostre sale dopo che per interi mesi, grazie anche alle vicende legali che hanno portato il regista alla reclusione per alcune settimane,

se ne è parlato con una certa curiosità. Naturalmente nessuno poteva prevedere che Ghost Writer fosse un flop.
E infatti non lo è: il romanzo di Robert Harris viene permutato in pellicola cinematografica con una consapevolezza degna della migliore accademia per cineasti.
Adam Lang (Ewan McGregor) accetta l’incarico di scrivere l’autobiografia dell’ex primo ministro britannico Adam Lang: i suoi segreti lo condurranno in un labirinto di circostanze misteriose che gli smuovono la coscienza, compromettendo il suo mandato di ghost writer.
Trama sempreverde, attualità inserita nelle misure giuste (CIA nel mondo, terrorismo in Europa), Roman Polanski a buon diritto può vantarsi di aver diritto il miglior thriller dell’anno, almeno per quanto si è visto fino ad oggi in sala.
Una curiosità: un mio collega aveva visto tempo fa l’edizione originale de L’Uomo Nell’Ombra in streaming, e mi ha segnalato alcuni importanti tagli di montaggio che stravolgono delle scene della versione italiana. Ne sapete nulla?


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