Chester Square, oggi. L’ottantenne Margaret Thatcher, ex Primo Ministro britannico, colpita da una inesorabile demenza senile, parla ancora con il marito Denis, in realtà morto da anni. Non ha retto al passare del tempo ed alla perdita dell’enorme potere avuto per le mani per oltre un decennio. Eppure è e rimane un personaggio assai controverso, non privo di lati oscuri; nota per la sua politica ultraconservatrice e le sue scelte non sempre illuminate in campo nazionale ed internazionale. Una donna che ha immolato se stessa e la sua vita privata ad un’incontenibile ambizione politica.
Così almeno ce la racconta il film The Iron Lady, diretto da Phyllida Lloyd con nel cast una straordinaria Meryl Streep, Jim Broadbent, Olivia Colman, Roger Allam e Susan Brown. Partiamo dalla protagonista che per bocca della critica specializzata lascia letteralmente esterrefatti per la sua bravura (qualcuno ha già parlato di una nuova icona nella storia dell’interpretazione) e passiamo a quella che è stata definita una delle pecche del film, vale a dire la regia che assieme alla sceneggiatura (opera di Abi Morgan) sembrano più adatte ad un TV movie che al cinema.
Il film però si tiene ben lontano dall’offrire un quadro agiografico della Lady di Ferro; l’intento, riuscito, è sospendere ogni possibile giudizio esterno sull’operato politico della donna e per farlo si racconta anche la vecchiaia di Margaret Tatcher, alle prese con dei forti disturbi mentali. E’ attraverso le sue “visioni” che è costretta a fare un bilancio della sua azione, senza che tutto appaia in una luce positiva.
Anche se innegabilmente il film alla fine cerca di restituire più la positività che la negatività di un personaggio ancora tanto conosciuto. Il tempo che scorre e che trasforma Margaret Roberts da una politica capace e determinata in una donna che obbedisce a convinzioni via via meno ravvisabili, senza più considerare il costo sociale che esse comportano. Così come non viene infine raffigurato in modo “trionfante” il passaggio attraverso 3 successive vittorie elettorali, qualcosa di mai visto nella storia britannica. Un film che pure con le sue pecche farà indubbiamente discutere, in uscita domani, venerdì 27 gennaio. Qui sotto il trailer:
































