Torino Film Festival 2011: Il Corpo Del Duce, il docu-film su Mussolini



È stato presentato al Torino Film Festival 2011 e naturalmente non ha evitato di trascinare con sé inevitabili polemiche. Sto parlando de Il Corpo Del Duce, docufilm realizzato da Fabrizio Laurenti che, nell’ideazione dell’opera, si è ispirato all’omonimo saggio di Sergio Luzzato. Il documentario, in particolare, si addentra sulla questione della politicizzazione del corpo del duce, intraprendendo un percorso che parte dagli ultimi giorni di vita di Benito Mussolini.

Si parte dalla carcerazione al Gran Sasso passando per l’evasione organizzata dai nazisti fino ad arrivare alla nascita della celeberrima Repubblica di Salò, ultimo avamposto del duce e dei suoi seguaci. Naturalmente si parla anche della fucilazione e della successiva impiccagione a testa in giù, che vediamo nella famosa foto scattata il 28 aprile 1945 a Piazzale Loreto a Milano.

Ma quello, come evidenzia Laurenti nel suo Il Corpo Del Duce, è solamente l’inizio della lunghissima odissea che ha avuto come protagonista proprio la salma di Benito Mussolini. Sepolto a Milano, il corpo di Benito Mussolini fu poi prelevato nel 1946 da alcuni esponenti dell’ex Partito Fascista e custodito in un convento. Poi, per Ragion di Stato, fu portato in un posto tenuto totalmente segreto e tenuto lì per 11 anni. Solamente nel 1957 la bara fu tumulata nuovamente nel cimitero di famiglia a Predappio.

Laurenti, all’interno del suo documentario Il Corpo Del Duce, inizia ad interessarsi anche di un ulteriore aspetto che dovrebbe essere approfondito, specialmente dal punto di vista sociologico: quello dei nostalgici che ogni anno, come fosse una processione, partono da ogni angolo della penisola per partecipare alla commemorazione di Benito Mussolini, con saluti romani a iosa rivolti verso la tomba. È proprio in questo contesto che è nato e si è alimentato un mercato di souvenir e gadget del ventennio fascista. Come ogni cosa, c’è sempre chi ci guadagna.