Woody: il genio registico raccontato da Robert Weide





Uscirà nelle sale il prossimo venerdì (distribuito da Bim) Woody Allen: Tutto Quello che Avreste Voluto Sapere Su Woody Allen e Non Avete Mai Osato Chiedere. Documentario (dal titolo lunghissimo) realizzato da Robert Weide e proiettato al Festival di Cannes nella sezione Classique. Allen che diventa soggetto di un racconto “buffo” da parte di un regista avvezzo ai documentari e che in passato ha già raccontato di Lenny Bruce.

Allen raccontato dall’infanzia vissuta a Brooklyn fino ai primi passi mossi sulla strada del successo; la passione per il cinema fino al suo ultimo atto d’amore per l’Europa (Midgnight in Paris), tutto viene rivissuto e rivisitato alla luce di una ricerca intima, di un processo creativo personale in perenne movimento.

Sono stati davvero tanti coloro che hanno deciso di omaggiare in grande maestro, in particolare chi ha lavorato con lui nelle varie ere in cui possiamo sommariamente schematizzare la sua vastissima produzione. Partendo dalla musa, Diane Keaton, fino all’amico e concittadino Martin Scorsese, passando per Sean Penn, Penelope Cruz, Antonio Banderas, Scarlett Johansson e Naomi Watts. Presentati come i membri di una grande famiglia rapiti dal sorriso “nostalgico” che Allen ha sul suo volto fin dagli esordi.

Tra le tante cose che questo documentario sa mettere in luce (tralasciando la vivida creatività di Allen, capace di fare almeno un film ogni anno) c’è anche il fatto che, nonostante l’alone di leggenda che circonda la sua figura, Allen non è certo tipo che sbanca i botteghini. Ma la cosa, almeno per lui, sembra avere un’importanza davvero molto relativa.

Due ore per indagare la vita di uno degli ultimi grandi maestri del cinema; due ore, se la cosa vi interessa, tratte da un materiale di durata quasi doppia che per necessità di distribuzione ha dovuto essere profondamente “tagliato”.